Nel 2026 l'accessibilità è diventata un obbligo verificabile
Siti ed e-commerce di molti vostri clienti devono essere usabili anche da persone con disabilità. Quest'anno sono arrivati la piattaforma di segnalazione e le regole sui controlli.
Le tre date chiave
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· Obbligo in vigore
L'European Accessibility Act, recepito con il D.Lgs. 82/2022, si applica anche alle aziende private.
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· Segnalazioni aperte
Chiunque può segnalare un sito non conforme sulla piattaforma di AgID.
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· Controlli e sanzioni
In Gazzetta Ufficiale il regolamento AgID su accertamenti e potere sanzionatorio.
Chi deve adeguarsi
Chi offre servizi digitali ai consumatori, come e-commerce e servizi online. Sono escluse solo le microimprese che forniscono servizi: meno di 10 dipendenti e fatturato annuo fino a 2 milioni di euro. Basta superare una delle due soglie per rientrare nell'obbligo.
Cosa rischia chi non si adegua
Una segnalazione o un controllo portano a una richiesta di adeguamento. Se l'azienda non interviene, AgID può applicare sanzioni amministrative che, secondo le analisi di settore, arrivano a decine di migliaia di euro per le PMI. A questo si aggiunge il danno d'immagine.
Il punto che molti sottovalutano: un sito accessibile oggi può non esserlo tra un mese. Nuovi prodotti, banner, plugin e contenuti caricati a mano introducono barriere di continuo. Per questo non basta un controllo una tantum: serve un monitoraggio costante.
Riferimenti
- Direttiva (UE) 2019/882 (European Accessibility Act).
- D.Lgs. 27 maggio 2022, n. 82.
- AgID, linee guida e piattaforma di segnalazione.
- AgID, regolamento su accertamenti e potere sanzionatorio (G.U. 23 maggio 2026).
- W3C, Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) 2.1.
Contenuti a scopo informativo, non costituiscono consulenza legale.
Capite se i vostri clienti sono in regola
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